Dintorni

La Locanda del Sole si trova in Via della Scrofa, a ridosso di tre rioni:

Rione IV Campo Marzio:

Si estende tra il Campidoglio, il Tevere e le estreme falde del Pincio, principalmente utilizzato come quartiere militare fino al IV secolo a.C., quando cominciarono a esservi costruiti numerosi templi, tra cui quello dedicato al dio della guerra Marte, e poi teatri, portici, stadi, terme. Il sottosuolo del rione, specialmente tra la via e la piazza di Campo Marzio, custodisce antiche strutture destinate probabilmente a restare sommerse. Nella cantina di una casa al numero 48 della via è visibile un frammento del grande orologio solare di Augusto, al quale faceva da gnomone l’obelisco che ora si trova in piazza Montecitorio. Il campo della meridiana si estendeva tra via della Lupa e piazza San Lorenzo in Lucina ed era in grado di indicare l’ora, il giorno e il mese. In particolare, al tramonto di ogni 23 settembre, giorno della nascita d’Augusto, l’ombra dello gnomone veniva proiettata sull’Ara Pacis, quale omaggio all’imperatore della pace.

Rione V Ponte:

La collina sorge a fronte del Tevere ed è limitata alle spalle dalla via dell’Orso, ma è meno alta di un tempo, per i livellamenti della zona nella creazione del lungotevere: era zona di locande e il nome stesso del monte dovrebbe derivare da un oste originario della Brianza che aveva locanda qui. Una “ Hostaria di Monte Brianzo “ compare fin dal Cinquecento e funzionò come albergo fino al 1669. Vicino ad essa era una locanda, ove alloggiò Montaigne dal 2 dicembre 1580 al 19 aprile 1581: era gestita da uno spagnolo, scrive precisando che si trattava di 3 belle camere con sala, dispensa, scuderia e cucina. Fù demolita ai primi del Novecento, facendo posto a una villa moderna e a un’autorimessa. C’è ancora invece l’” Hostaria dell’Orso “, che risale al Quattrocento, e non prima, come infondatamente si diceva indicandola come la locanda dove alloggiò Dante durante il giubileo del 1300. Il nome dell’Orso derivò dal primo proprietario Baccio dell’Orso, oppure da un bassorilievo sull’angolo della via antistante il locale raffigurante un orso che tiene tra le zampe un altro animale.

Rione VIII S.Eustachio:

Era il centurione romano Placido, vissuto al tempo dell’imperatore Traiano ( 98-117 ). Dalla chiesa a lui dedicata sulla piazza omonima deriva il nome dell’ottavo rione, inizialmente chiamato di Sant’Eustachio e della Vigna di Tedemario, personaggio di ignota origine che possedeva un terreno ai margini del Circo Flaminio, ma dal Quattrocento limitato alla memoria del solo centurione martire. Al confine del rione, all’inizio di via dell’Orso, è la Torre della Scimmia. E’ una torre medievale, già dei Frangipane, inserita nel Cinquecento nel Palazzo Scapucci, ed ha il curioso soprannome per una leggenda: “ Viveva nel palazzo una scimmia di nome Hilda, che un giorno rapì dalla finestra il figlio neonato del padrone di casa e lo portò sulla sommità della torre. Il pianto del bambino fece accorrere molta gente, ma nessuno sapeva come intervenire. Il padre allora, dopo essersi raccomandato alla Vergine, fece il consueto fischio di richiamo all’animale che, calmandosi lungo il pluviale e stringendo a sé il bambino, lo riportò incolume a casa. Da quel giorno una lampada è perennemente accesa davanti a una statua della Madonna.

A pochi passi di distanza anche: piazza di Spagna, piazza Navona, il Pantheon, il Mausoleo d’Augusto, l’Ara Pacis, piazza Borghese, piazza S.Lorenzo in Lucina, Tor di Nona, via Ripetta, Città del Vaticano, Castel S’Angelo, Pincio, Borgo.

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